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E’ da qualche tempo che dopo il debutto del decreto Boldi che limita le comunicazioni promozionali e vincola le direzioni sanitarie, si assiste ad un fenomeno singolare ma, a ben vedere, era il minimo che ci si potesse aspettare da una normativa così restrittiva.

Faccio riferimento alle “pubblicità velate” e mascherate da “comunicazione etiche” che stanno fiorendo sui vari social media. Ad esempio: “guarda che bella la mia nuova linea di sterilizzazione”, oppure, “vedi che la mia nuova Tac è super tecnologica”, ovvero, “ascolta, abbiamo inaugurato una nuova sala operatoria super-attrezzata” e così via con minutezze di tale genere..!

La domanda da porsi è se potrà mai tale forma pubblicitaria, che a mio parere è davvero “insulsa”, risolvere veramente i problemi che stanno affliggendo il mondo odontoiatrico come mai prima d’ora.

Secondo me, il 95% degli studi dentistici che oggi hanno sale d’attesa deserte e si lamentano della crisi, delle catene in franchising, dei Private Equity Founds, del turismo dentale, eccetera, le avrebbero comunque avute vuote, a prescindere da Bersani, Boldi o da chissà quale “cattivone” di turno cui dare la colpa della propria inettitudine..!

E non gli servirà neppure mettersi in fiduciosa attesa e sperare che un decreto ministeriale possa far ritornare i tempi in cui non vi era nessuna concorrenza e la gente era pressoché obbligata a recarsi solo nelle strutture disponibili..!

Invece, da buon imprenditore sanitario, quale sei tu, saprai meglio di me che per guarire completamente da una “malattia”, bisogna scoprire la causa e non combatterne solo l’effetto.

Io sostengo, da almeno da una decina di anni, che il marketing etico non ha nulla a che vedere con la pubblicità e, per quanto mi riguarda, sia benvenuto anche il decreto Boldi, perché non se ne poteva davvero più di vedere pubblicità di bassa lega che mercificavano la salute, oltretutto; chi faceva questa pubblicità metteva in atto una concorrenza sleale sia nei tuoi che nei miei confronti..!

PERCIO’: SAPPI CHE IL MARKETING ETICO ED IL BRANDING PROGRAMMATICO NON HANNO NIENTE A CHE VEDERE CON LA PUBBLICITÀ DI BASSA LEGA!

Morale: chi sa fare marketing serio e lo sa fare veramente bene, d’ora in poi rifiuterà le pubblicità commerciali e di bassa lega e si dedicherà a far crescere la credibilità e l’autorevolezza dei dentisti per cui curerà il brand, naturalmente, dato per assodato l’esistenza delle competenze necessarie, se non addirittura indispensabili, da parte del dentista suo cliente.

La comunicazione etica è un mix di contenuti che possono essere proposti sotto forma di una battuta, di uno slogan, di un’immagine forte o di un filmato che faccia ridere, emozionare o riflettere ma, in ogni caso, dovrà sempre avere un filo logico che porti ad un “valido motivo per cui il potenziale paziente debba soffermarsi su di te“.

Perciò, il mio consiglio finale è: basta con slogan pubblicitari auto-referenzianti (come gli esempi di cui sopra), anche perché siamo talmente inondati da messaggi pubblicitari da aver ben sviluppato degli “anticorpi” contro questo tipo di comunicazione che ci arriva anche quando siamo sui social per motivi di lavoro e non solo di svago e qualora i nostri sistemi di difesa riescano a catalogare un messaggio come pubblicitario, quest’ultimo sarà subito eliminato senza pensarci nemmeno un attimo.

Da ultimo: il marketing etico ed il branding programmatico, in futuro daranno sempre più valore alle persone e creeranno più di un valido motivo per scegliere un certo professionista tra migliaia di altri, anche perché da ora in poi, sarà davvero impossibile ottenere gli effetti pubblicitari desiderati con uno slogan o un’immagine d’impatto, oppure con uno sconto o qualsiasi altra “promozione da furbetti”…!

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